Cosa conta come deepfake secondo l'AI Act europeo?
Qualsiasi contenuto audio, immagine o video generato o alterato dall'IA che assomigli a persone, luoghi o eventi reali e possa passare per autentico. Per le aziende include modelle IA, voci fuori campo IA, face swap e foto di campagna ritoccate con IA — non solo gli scandali delle celebrità.
La definizione rilevante per le aziende
L'Articolo 3(60) definisce i deepfake come contenuti generati o manipolati dall'IA che «assomigliano a persone, oggetti, luoghi, entità o eventi esistenti e apparirebbero falsamente a una persona come autentici o veritieri». Tradotto nel marketing:
- Modelle di moda IA che indossano prodotti reali → territorio deepfake. Etichetta.
- Voce fuori campo IA indistinguibile da una umana → etichetta.
- Sfondo cambiato dall'IA in una foto prodotto, prodotto intatto → di solito ok, ma etichetta se può trarre in inganno.
- Una mascotte IA chiaramente cartoon → non realistica, basso rischio.
L'obbligo di etichettatura
Articolo 50(4): i deepfake devono essere divulgati in modo visibile e chiaro alla pubblicazione. Guida completa →
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- •Obblighi dell’articolo 50 per punto di contatto
- •Testo e posizione consigliati per gli avvisi
- •Lacune nelle prove e nella documentazione
- •Azioni e scadenze prioritarie
- •Verifica dello specialista e domande di follow-up
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